Diet Coaching

Dietoterapia
Il mantenimento del benessere dipende da una sana alimentazione, contraddistinta da una dieta equilibrata e da cibi qualitativamente prescelti in base ai loro principi e valori nutrizionali.
Cosa propongo
Per garantire questo benessere, vi offriamo una consulenza basata su un vero e proprio approccio multidisciplinare, unendo la prospettiva del nutrizionista alla sensibilità verso la persona in difficoltà tipica dello psicologo. È, in sintesi, un 'prendere per mano' la persona per aiutarla e concedersi la dolcezza dell'equilibrio psicofisico.
L'obiettivo principale della dieta non è dimagrire ad ogni costo, ma il raggiungimento di un peso ideale che consente di vivere bene:
- combattendo l'invecchiamento
- risolvendo situazioni di malessere quali insonnia, stati ansiosi, depressivi, calo del desiderio sessuale.
- prevenendo patologie quali l'ipertensione, le dislipidemie (valori di colesterolo e/o trigliceridi troppo alti), il diabete, l'aterosclerosi, la sindrome da colon irritabile, l'osteoporosi, la stitichezza, etc.
Dopo un'attenta anamnesi (analisi della persona nella sua globalità, delle patologie, e delle abitudini alimentari) e dopo aver stabilito il metabolismo basale e il fabbisogno energetico giornaliero, s'imposta un corretto regime alimentare che assicura all'organismo la giusta quota di molecole-nutrienti e consente di ritrovare il peso-forma. La nostra cura è anche quella di fornire una vera e propria educazione alimentare per riequilibrare errate abitudini e acquisire uno stile di vita che consolida e mantiene nel tempo i risultati conquistati.
Un regime alimentare corretto e bilanciato vi consentirà di:
Dimagrire in modo duraturo poiché attraverso il controllo dell'insulina, l'ormone che ordina al nostro organismo di stivare il grasso in eccesso, stimoliamo il corpo a bruciare da solo i grassi senza dover ricorrere a diete da fame. Oltre alla felicità di costatare il tanto desiderato calo ponderale non si sentirà più l'instante bramosia di pane, pasta, dolci e diminuirà la sensazione di fame.

Counseling Nutrizionale
Un percorso di counseling è adatto per fare "prevenzione e sostegno" al paziente che si appresta a cambiare il proprio regime alimentare e vi aiuterà a trovare la giusta motivazione, per esempio, per portare a termine una dieta ma soprattutto vi aiuterà a migliorare il proprio rapporto con il cibo da un punto di vista psicologico.
Per risolvere il problema del sovrappeso, o in generale dei disturbi alimentari, non sono sufficienti la dieta ed un'adeguata terapia farmacologia; il paziente ha bisogno anche di essere seguito e supportato emotivamente alla dieta stessa, ascoltando e accogliendo le sue paure, le sue difficoltà, le sue incertezze.
Il percorso di counseling è utile per due diversi motivi: in primis per comprendere quali sono le motivazioni che stanno alla base di una scorretta alimentazione e quali sono gli eventuali ostacoli che si possono incontrare in un processo di dimagrimento; in secondo luogo per supportare la persona sui disagi che derivano dal sovrappeso.
I fattori che posso portare al sovrappeso e, nei casi più gravi, all'obesità sono molteplici: la genetica, le motivazioni psicologiche, i fattori ambientali quali l'offerta di cibo da ogni canale (compresi i media), lo stile di vita sedentario, le scorrette abitudini alimentari.
Le motivazioni più comuni sono:
- procurarsi piacere
- cercare di sedare uno stato d'ansia
- trovare un momento di pace fra gli stress della vita quotidiana
- per abitudine
- per vincere la depressione
- per socializzare e stare insieme
- per non sentire quel senso di profonda solitudine interiore e impellente desiderio di accettazione
I disagi che ne conseguono sono:
- Insoddisfazione per la propria immagine corporea
- Bassa autostima
- Senso di abbandono e solitudine (tendenza all'isolamento)
- Paura di essere derisi (soprattutto da piccoli)
OBIETTIVI


Gli obiettivi del Diet Coaghing
Modificare quindi solamente l'alimentazione non è sufficiente e può portare al fallimento della dieta intrapresa, in quanto la mente ed i fattori psicologici sono inscindibili dal corpo.
E' importante prendere coscienza di tutte quelle emozioni che inducono ad usare il cibo come antidoto ai problemi della vita.
Fatto ciò la soddisfazione ed i risultati aumenteranno a livello esponenziale.
Inoltre, quando ci si affida ad un nutrizionista o dietologo, si verifica un "problema" spesso sottovalutato: il cliente riceve consigli sulla dieta da seguire, La dieta viene vista così, dal paziente, come un "sapere supremo ed indiscusso", da seguire senza alcuna recriminazione e non può essere analizzata ed affrontata "insieme".
Gli obiettivi del counseling nutrizionale sono:
- avere una maggior autoconsapevolezza del proprio rapporto con il cibo
- consentire un progressivo cambiamento di scorrette abitudini
alimentari
- acquisire uno stile di vita più ricco, attivo e
soddisfacente
- sviluppare l'auto-accettazione e l'autostima
- trovare un sano equilibrio tra il piacere e il dovere
- definire nuovi obiettivi raggiungibili e sostenibili
- riesaminare precedenti esperienze con le diete
- fronteggiare quelle situazioni di vita in cui sarà facile
fare degli "scivoloni" e per prevenire le ricadute una volta aver raggiunto
l'obiettivo
Le Strategie
Strategie usate
La terapia cognitivo-comportamentale vi permetterà di
- stabilire un rapporto di fiducia con il paziente in modo che si incentivato a continuare il percorso e portarlo a termine
- creare un clima che consente al cliente di sentirsi accettato, accolto nella sua totalità e non giudicato
- creare un ordine del giorno con obiettivi ben definiti e possibili, fatti a misura del singolo paziente
- ridurre al minimo la resistenza e le eventuali ricadute
- redigere un diario alimentare, che deve essere anche una fonte di informazioni su pensieri ed emozioni provate. In questo modo sarà più chiaro comprendere quali stati d'animo influenzano le scelte alimentari e nel colloquio di counseling si potrà "lavorare" su emozioni e pensieri provati durante la giornata.
In un'ottica di benessere individuale e organizzativo, è sempre più sentita la necessità di gestire le emozioni e le relazioni interpersonali. Le emozioni, oltre a influenzare il clima dell'organizzazione, si ripercuotono sulle attività che le persone svolgono quotidianamente. Gestire le emozioni e le relazioni interpersonali significa soprattutto divenire emotivamente competenti, essere in grado cioè di gestire le proprie e le altrui emozioni spesso celate dietro a comportamenti difficilmente visibili a un occhio non allenato. Una padronanza delle competenze emotive di base serve a rendere più agile e positivo il lavoro, a saper entrare in sintonia con i sentimenti delle persone che ci circondano e a riuscire a gestire i conflitti senza che le cose ci sfuggano.
Secondo Daniel Goleman - uno dei massimi esperti nell'ambito dell'intelligenza emotiva - un leader competente emotivamente contagia in maniera positiva tutti i membri del team (2). Per questo è importante che il buon esempio per quanto riguarda la gestione delle emozioni e delle relazioni parta proprio da coloro che sono alla guida dei team e delle strutture. L'azione degli operatori, d'altra parte, è strettamente connessa al piano del sentire, alla capacità di entrare in relazione e di creare empatia con gli ospiti e con i familiari e alla modalità di rapportarsi ai colleghi e ai superiori. A livello organizzativo diviene quindi difficile comprendersi, rispettarsi e portare avanti i compiti quotidiani se non sussiste fluidità nelle relazioni e nelle comunicazioni. La gestione delle emozioni implica il riconoscimento di queste in noi stessi e negli altri, e la consapevolezza di quanto le emozioni influenzino i comportamenti e la capacità di rispondere alle medesime in maniera appropriata.
Ascolto attivo, assertività, consapevolezza di sé, gestione di sé, atteggiamento autentico sono le premesse per ottenere maggiore benessere e migliori risultati nella vita professionale e personale.
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Obiettivo Benessere
Da cosa è nato il progetto «Obiettivo benessere»?
Il progetto, presentato nel marzo 2015 sul portale di Ars Toscana «Valore in Rsa», è nato dall'analisi delle esigenze espresse dagli operatori sociosanitari e dagli assistenti sociali con i quali sono entrata in contatto in occasione dell'erogazione di percorsi formativi sulla comunicazione e gestione delle relazioni dal 2009 ad oggi (3). Questi percorsi hanno evidenziato come, nelle organizzazioni del settore sociosanitario, le principali criticità in ambito relazionale sul lavoro fossero costituite da una scarsa qualità dell'ascolto e della comunicazione tra colleghi, e dalle difficoltà nel gestire le emozioni. L'obiettivo del progetto «Obiettivo benessere» è quello di promuovere, tra tutti gli attori coinvolti nelle RSA, delle buone pratiche per la gestione della comunicazione, delle relazioni e delle emozioni sul lavoro. Lo scopo è quello di fornire ai partecipanti delle occasioni formative, di ascolto e di crescita personale e professionale attraverso alcuni percorsi esperienziali che mettono le persone al centro del processo di trasformazione. Grazie a un lavoro mirato a facilitare il consolidamento delle competenze relazionali ed emotive, e a supportare l'espressione di sé e il recupero delle proprie risorse ed energie, i percorsi del progetto «Obiettivo benessere», intendono fornire ai partecipanti delle occasioni per sperimentarsi e apprendere attivamente dall'esperienza(4).
Nello specifico gli obiettivi formativi sono: - favorire l'apprendimento e la diffusione delle competenze di ascolto attivo per coloro che ricoprono ruoli di responsabilità e di coordinamento all'interno delle strutture;- facilitare lo sviluppo delle competenze comunicative, relazionali ed emotive degli operatori che lavorano in ambienti complessi sia dal punto di vista emotivo che operativo, spesso con scarsità di tempo a disposizione; facilitare un clima di benessere nelle strutture attraverso il diffondersi di una cultura basata sull'ascolto attivo e sullo sviluppo delle competenze emotive tra i vari attori coinvolti.
Una condizione necessaria per il raggiungimento di tali obiettivi, è che si vengano a creare un clima di fiducia e un'alleanza collaborativa tra il counselor e i partecipanti. È inoltre fondamentale che la persona si impegni attivamente e in maniera autentica nel proprio percorso
Il progetto formativo è stato suddiviso in quattro aree d'intervento. La prima riguarda dei percorsi di «formazione esperienziale» sulla comunicazione efficace, l'ascolto attivo e la gestione dei conflitti nel contesto lavorativo, finalizzati a sviluppare le competenze in oggetto (5). La seconda area concerne il potenziamento della creatività, dell'osservazione, della comunicazione, dell'empowerment, della gestione delle emozioni, e dello spirito di gruppo attraverso alcuni laboratori di «Counseling espressivo», che ho chiamato «La palestra delle emozioni» (6). La terza area intende utilizzare il «Counseling di gruppo» come contenitore per la crescita di risorse individuali e organizzative in caso di difficoltà nella gestione dei processi lavorativi, comunicativi o relazionali. Infine la quarta area, attraverso colloqui individuali di supporto e di ascolto effettuati con il «counseling», ha lo scopo di riconoscere e di accrescere le risorse personali per chi si trova ad attraversare un momento di difficoltà personale o lavorativa (7).
Il «Counseling» è un processo relazionale che facilita l'integrazione mente-corpo-emozioni. Mi piace considerarlo come un «allenamento emotivo per ritrovare la serenità e per potenziare le proprie risorse». Introdurre i valori, i metodi e le abilità del counseling nella formazione, significa, in accordo con Carl Rogers - padre fondatore del counseling - ritenere che la persona sia in grado di autodeterminarsi(8). In questo contesto di apprendimento, con il supporto e con la facilitazione del counselor, ogni persona diviene responsabile del raggiungimento dei propri obiettivi di crescita individuale e dello sviluppo delle proprie competenze.
Utilità del progetto: alcune testimonianze . Le testimonianze degli operatori sociosanitari, che hanno partecipato al laboratorio di counseling espressivo «La palestra delle emozioni», tenutosi a Firenze nel dicembre 2015 presso l'RSA Coop L'Uliveto, hanno evidenziato gli effetti positivi del percorso. Nel questionario di valutazione finale, alla domanda aperta «cosa mi è stato più utile durante il laboratorio?», i partecipanti hanno espresso con consapevolezza di essere riusciti a: capire meglio gli altri; ascoltarsi, vedersi dentro e accettare i difetti; essere consapevoli del proprio modo di comunicare con gli altri, avere maggiore fiducia nelle proprie capacità; crescere sia mentalmente che emotivamente; riscoprire emozioni sotterrate da troppo; imparare a connettersi con le persone; acquisire una maggior fiducia per parlare senza essere giudicati; ritrovare la fiducia e imparare a farsi ascoltare; sentirsi rilassati e in armonia con il proprio corpo. Il progetto formativo si è quindi dimostrato, a detta dei partecipanti al percorso, uno strumento utile al fine del miglioramento del proprio benessere e della gestione delle emozioni e delle relazioni all'interno dell'ambiente di lavoro. Il metodo utilizzato nel progetto formativo «Obiettivo benessere», prevede anche un'attenta analisi, in itinere e finale, dell'efficacia del lavoro svolto. Oltre al questionario di valutazione finale, i partecipanti sono invitati a compilare, all'inizio e al termine del percorso formativo frequentato, un test di autovalutazione sulle proprie competenze in entrata e in uscita affinché possano verificare, consapevolmente, il proprio livello di competenze oggetto di analisi prima e dopo il percorso formativo. Sarà importante inoltre mettere in pratica i nuovi apprendimenti quotidianamente sul lavoro per sedimentare le «buone pratiche». Se si riterrà opportuno, si potranno progettare nuove azioni individuali o di gruppo a supporto dei partecipanti. Il counseling applicato alla formazione fornisce gli strumenti necessari all'individuo per trovare serenità e benessere in maniera consapevole. Prendendo parte a uno o più percorsi formativi, i partecipanti avranno la possibilità di sperimentare in prima persona gli effetti positivi ottenuti grazie alla maggiore padronanza nel gestire le proprie emozioni e le relazioni. La responsabilità nell'interazione con gli altri, l'empatia, il riconoscimento da parte degli interlocutori, l'autostima, la fiducia in sé stessi e nelle proprie abilità, la capacità di gestire anche situazioni stressanti senza lasciarsi trascinare dagli eventi, non saranno più solo concetti teorici. Divenire competenti nella gestione delle emozioni e delle relazioni richiede molto lavoro su di sé, una mente aperta, impegno e desiderio di sviluppare comportamenti maggiormente funzionali per il proprio benessere. Ritengo che, una volta acquisite tali competenze e fatte proprie per portarle quotidianamente all'interno dell'organizzazione, si possano determinare nuovi scenari relazionali basati sullo scambio costruttivo, sul supporto reciproco, sul senso di appartenenza e di benessere.